Baia Scavi

Baia, maggio 2009 Fin dal II sec. a.C. la bellezza del paesaggio, la presenza di sorgenti di acque calde e di vapori solforosi provenienti dal sottosuolo vulcanico,avevano richiamato la nobiltà romana a trascorrere gli "otia"nelle ville a mare. Con l'avvento dell'Impero, Baia divenne residenza imperiale ed il palazzo occupò tutto il pendio inglobando le ville preesistenti. Cinque sono i settori: Complesso delle terrazze, Terme di Mercurio, Terme inferiori, Terme di Sosandra e Terme di Venere

Baia fu il centro flegreo residenziale per antonomasia, ambito dalle più eminenti personalità romane e prescelto dalla famiglia imperiale stessa per la salubrità del clima e le proprietà terapeutiche delle sue acque… ed è lì che vi porteremo:  nella più vasta e cospicua testimonianza composta dall’articolato complesso architettonico delle cosiddette Terme, nel quale è da riconoscere ciò che resta del Palatium imperiale.

Il complesso, nel quale è possibile distinguere vari nuclei edilizi e diverse fasi costruttive, si dispiega scenograficamente lungo il pendio della collina con una serie di terrazze, scalinate, portici, ninfei, e con ardite soluzioni architettoni che, come nelle Terme di Sosandra e nelle tre sale denominate dalla letteratura antiquaria napoletana “Tempio di Diana”, “Tempio di Mercurio” e “Tempio di Venere”.

Il primo era un grande ambiente dove venivano raccolti i vapori provenienti proprio dal terreno sottostante caratterizzato da una colossale cupola ogivale, oggi crollata per metà, adornato da marmi e pitture di caccia. Il secondo, detto anche “truglio” per la sua forma circolare, era un frigidarium per i bagni freddi. Dalle descrizioni seicentesche risultava composto da sei nicchie con una volta circolare, dotata di un lumen centrale. Infine il terzo, a pianta ottagonale, infossato nel terreno, era dotato di otto finestroni ad arco ribassato all’interno dei quali correva un ballatoio che affacciava sulla piscina. Deve il nome a Scipione Mazzella che affermò di averne ritrovato la statua con le sembianze della dea.