Certosa San Martino

 

 

 

 

La CERTOSA di SAN MARTINO venne fondata nel 1325 da Carlo d’Angiò, duca di Calabria, sulla sommità del colle di Sant’Elmo, da Tino di Camaino e Attanasio Primario. I certosini, che vi abitarono già nel 1377, apportarono una serie di modifiche con i maggiori artisti ed architetti nei secoli:
infatti, alla fine del Cinquecento e agli inizi del Settecento, venne sottoposta ad un radicale rinnovamento ad opera degli architetti Giovanni Antonio Dosio (1581), Cosimo Fanzago (1623) e Nicola Tagliacozzi Canale (1723).

Tra i pittori ricordiamo Lanfranco e il suo luminoso soffitto, la rivalità nei dipinti di Ribera e Stanzione, i colori di Battistello Caracciolo e Domenico Gargiulo (detto Nicco Spadaro), il caravaggismo di Luca Giordano, infine gli scultori Giuseppe Sanmartino e Domenico Antonio Vaccaro.

L’attuale ordinamento restituisce la corretta percezione del luogo religioso e la misura dello spazio antico in un percorso museale che alterna testimonianze della storia di Napoli e della Certosa in osmosi con l’incantevole panorama urbano visibile da loggiati, belvederi e giardini: un vero e proprio museo civico che nel corso dei secoli si è arricchito di un patrimonio artistico, storico e architettonico di assoluto prestigio.
Con l’Unità d’Italia fu definitivamente soppresso e, nel 1866, divenne Monumento Nazionale e il suo primo Direttore, Giuseppe Fiorelli, decise di trasformarlo nel ‘museo storico’ della città e del Regno di Napoli. Tale patrimonio venne incrementato in seguito con donazioni di enti e privati: vanno ricordate il Quarto del Priore; la Galleria delle Carrozze; i Chiostri e i Terrazzamenti; la Sezione Navale, del Teatro e delle Porcellane; la sezione Presepiale; il Museo dell’Opera; la sezione Illustrazioni dei Ricordi del regno d Napoli; la Spezieria e tante altre.