Complesso Girolamini

Avete mai pensato di visitare la Domus Area senza andare a Roma?

Nella città partenopea è possibile, ovvero con un gioco di parole delle prime guide sulle chiese di Napoli, fu battezzata il Complesso dei Girolamini.

La fondazione avvenne tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento e deve il suo nome ai religiosi seguaci di San Filippo Neri che ebbero come iniziale luogo di riunione la chiesa di San Girolamo alla Carità a Roma. Ingrandito e arricchito di opere d’arte nel corso del Settecento, divenne nel 1866 Monumento Nazionale con le leggi eversive del patrimonio ecclesiastico. Oggi comprendono la chiesa monumentale, la quadreria e la celeberrima biblioteca e costituiscono una delle più importanti concentrazioni culturali della città.

Nel 1586, su invito dell’arcivescovo Annibale di Capua, l’ordine, grazie a offerte, acquista il palazzo Seripando, di fronte alla Cattedrale, che divenne il primo nucleo del complesso; in pochi anni, attraverso donazioni e acquisti, giunse a possedere ben due insulae.

Gli architetti impegnati furono i fiorentini Giovan Antonio Dosio e Dionisio Nencioni di Bartolomeo e un giovanissimo Dioniso Lazzari. Infine per la creazione di un ampio spazio davanti alla chiesa e su Via dei Tribunali, fu chiamato l’architetto Domenico Fontana.

Autentico scrigno di tesori artistici, il complesso presenta, distribuite tra la chiesa monumentale, la sacrestia e la quadreria, opere che evidenziano il gusto eclettico dei padri: capolavori del tardo-manierismo romano e napoletano insieme a capolavori di Guido Reni e Pietro da Cortona; il naturalismo di Battistello Caracciolo e Jusepe de Ribera, il barocco trionfante di Luca Giordano, che vanno a comporre la Quadreria. Inoltre la struttura ospita due chiostri: il “Maiolicato” con un pozzo  e ornato dal Dosio, circondato da colonne; l’altro, detto “degli Aranci” per la presenza degli agrumi, eretto nel ‘600 dal Nencioni e Lazzari con pilastri e ad una quota inferiore rispetto all’ambulacro.