Donn’Anna

Il Palazzo dei segreti e delle leggende, tra il grido di una Sirena e le anime vaganti martiri della superbia e della lussuria… dove il respiro del mare può sussurrarci una storia eterna.

Le origini del palazzo risalgono alla fine degli anni trenta del 1600, quando venne innalzato per la volontà di donna Anna Carafa, consorte del viceré Ramiro Nunez de Guzman, duca di Medina de las Torres.  Opera di Cosimo Fanzago che secondo i canoni barocchi apri due ingressi: uno sul mare e una sulla via carrozzabile su Posillipo.  Per la costruzione del palazzo, fu necessario demolire una preesistente abitazione cinquecentesca, ovvero villa Bonifacio. Ma il Palazzo rimase incompleto per la prematura morte della padrona di casa, avvenuta in un contesto di insorgenza popolare a causa della temporanea caduta del Viceregno spagnolo, con la conseguente fuga del marito a Madrid.

L’edificio rimasto incompiuto assunse lo spettacolare fascino di una rovina antica confusa fra i resti delle ville romane che caratterizzano il litorale e gli anfratti delle grotte. Nell’interno, di notevole interesse è il teatro, aperto verso il mare e dal quale si gode un bel panorama della città partenopea. Il palazzo subì alcuni danni durante la rivolta di Masaniello del 1647 e durante il terremoto del 1688. Il palazzo è il punto di ancoraggio di una delle più celebri leggende napoletane scritte da Matilde Serao nel libro Leggende napoletane.

«Quei fantasmi sono quelli degli amanti? O divini, divini fantasmi! Perché non possiamo anche noi, come voi, spasimare d’amore anche dopo la morte?»                                                                                                                                                           (Matilde Serao)