Monteoliveto e il Vasari

Nascosta nella piazza di Monteoliveto, incastrata tra l’antico monastero omonimo( oggi caserma Pastrengo) e palazzo Gravina, troviamo la chiesa di Sant’Anna dei Lombardi. Questo gioiello dell’arte rinascimentale toscana fu voluto dal protonotario di Ladislao, il nobile Gurello Origlia nel 1411 e fu donato agli Olivetani.

Il grande ampliamento si ebbe sotto Alfonso I con le famiglie fiorentine tra cui gli Strozzi che convogliarono a Napoli molte maestranze che lasciarono la loro impronta artistica nelle Cappelle. Tra queste ricordiamo quelle dei Piccolomini, dei Tolosa e dei Correale. Monteoliveto è uno scrigno dell’arte ecclesiastica che espone opere di grandi autori tra cui i fratelli Giuliano e Benedetto da Maiano, il Rossellino, i Della Robbia per passare al Malinconico, al Cavagna, al Santacroce e al D’Auria.

Cappella dopo cappella si snodano opere che vanno dal ‘500 al ‘600 e ‘700; ma è solo superando l’altare che sulla destra troviamo una delle più sbalorditive opere che la città partenopea potesse ospitare: il Compianto su Cristo morto di Guido Mazzoni del 1492. Un gruppo scultoreo di terracotta smaltata, la sesta e ultima dell’artista, in cui rispetto alle precedenti creazioni, egli rompe gli schemi classici ponendo il Cristo perpendicolare allo spettatore, tagliando la scena, cosicché questi si troverà, a sua volta, ad occupare uno spazio, innanzi al Gesù deposto, per divenire anch’egli protagonista dell’avvenimento.

Pochi passi e si entra nella Sagrestia Vecchia detta del Vasari che nel 1545 affrescò la sala utilizzata come refettorio dagli olivetani.

Il luogo, sprovvisto di una buona illuminazione, indusse il pittore a stendere una copertura a stucco in tutta la struttura così da far risultare il luogo più splendente.

Ad arricchire la composizione delle allegorie e i tre affreschi dell’autore, ovvero Fede, Religione ed Eternità, vi è una pregevole mobilia di seicentesche tarsie lignee di Fra Giovanni da Verona con statuette dei Santi dell’ordine.

Infine, di fronte, la Sagrestia Nuova con pitture che rimandano alle opere vasariane e una pala d’altare: Crocifisso con Santi di Giuseppe Mastroleo del ‘600.

Un vero fasto in questa chiesa che fu donata da Ferdinando di Borbone all’Arciconfraternita dei Lombardi devoti a Sant’Anna, dopo gli avvenimenti del 1799 e l’allontanamento dell’ordine Olivetano.

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