Santa Maria la Nova e Dracula

 

 

La chiesa di Santa Maria la Nova fu voluta da Carlo D’Angiò nel 1279 e arricchita nel 1600, dopo l’esproprio ai Francescani di Santa Maria ad Palatium per la costruzione del Castel Nuovo. Dove sorgeva la Torre per gli avvistamenti saraceni oggi sorge l’attuale campanile della chiesa. Composta da due chiostri: il Chiostro Maggiore, non visitabile perché sede dell’Amministrazione provinciale, e il Chiostro Minore che risale alla fine del 1500, su disegno dell’artista Cola Di Franco.
Le colonne ioniche che sorreggono l’ambulacro del chiostro poggiano sul muretto che percorre ininterrottamente il perimetro, interrompendosi solo in quattro punti, e sulla volta ci sono gli affreschi del pittore Simone Papa che raccontano la vita di San Giacomo la Marca.

Addossati alle pareti i monumenti funebri risalenti alla chiesa precedente. La chiesa si presenta ad una sola navata con transetto ed altare. Una pavimentazione maiolicata con lastre tombali, cappella laterali riccamente decorate da opere dal XVI al XVIII secolo. Meraviglioso è il soffitto con tavole di artisti quali il Curia, l’Imparato, Rodriguez di Messina, Azzolino, Santafede, Belisario Corenzio e Smet.

Il luogo che spicca è sicuramente il Cappellone d San Giacomo della Marca, dove sono custodite le sue spoglia: è uno dei luoghi che conserva la testimonianza di grandi artisti e delle grandi famiglie nobili del ‘600.

Il Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova ospita il Museo A.R.C.A. – Museo d’Arte Religiosa Contemporanea –  inaugurato nel dicembre 2006 e che, attraverso suggestivi percorsi che si snodano nell’antico convento francescano, espone opere di artisti di fama internazionale contemporanei e del secolo scorso. L’Antica Sacrestia al piano terra, riccamente decorata, integra gli spazi a disposizione e consente un più agevole svolgimento delle attività accademiche.

Infine nel chiostro la Tomba di Matteo Ferrillo che negli ultimi anni è stata oggetto di diatriba tra vari studi e ricerche, interessando anche l’Università di Tallin in Estonia. Nel sepolcro, secondo ricostruzioni storiche ed ipotesi, sono stati lasciati chiari segni e simbolismi che lasciano presupporre che nella tomba dei nobili Ferrillo sia sepolto Vlad III, meglio noto come Dvladracula.

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